Risposta del Ministro Franceschini all’Interrogazione sulla Biblioteca della Sapienza

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Ho ricevuto in anticipo rispetto alla pubblicazione la risposta all’interrogazione presentata alla Camera al Ministro Franceschini sullo stato dei lavori e sul futuro della Biblioteca universitaria della Sapienza di Pisa.

Ecco la risposta che illustra l’investimento di più di 4 milioni di euro e il piano degli interventi sulla Biblioteca universitaria che dimostra l’impegno del Ministero dei Beni Culturali per il ripristino della Biblioteca.

La risposta si può leggere nel link allegato:

CARROZZA 4-13845

In risposta alla interrogazione:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4%2F13845&ramo=CAMERA&leg=17

Questo è stato riportato in un articolo sulla Nazione di Pisa che ha seguito la vicenda della Biblioteca

BibliotecaNazione

Dai risultati di ricerca alla valorizzazione industriale: la robotica indossabile

Il 14 marzo, lunedì, terrò a Roma presso la sede INAIL, una lezione nell’ambito della presentazione dei risultati del progetto di ricerca su “Sviluppo di un sistema protesico nelle amputazioni digitali della mano”, progetto del Centro Protesi INAIL in collaborazione presso l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. 

Il programma del seminario prevede una mia lezione sul tema:

ROBOTICA INDOSSABILE E INNOVAZIONE SOCIALE: PROSPETTIVE DELLA RICERCA E SFIDE INDUSTRIALI

E’ importante mostrare quanto il settore della robotica indossaabile sia ormai maturo per l’applicazione industriale. Il settore delle protesi di arto superiore e inferiore rappresenta uno dei più promettenti per lo sviluppo industriale, poiché l’Italia è uno dei paesi dove l’applicazione delle protesi è di altissimo livello, sia dal punto di vista delle competenze che degli investimenti in ricerca, penso che si possa pensare di impiantare nuove start-up e collaborazioni industriali che traslino nel mondo della produzione il know-how acquisito nei progetti di ricerca.

Per fare questo occorre un programma nazionale nel settore della riabilitazione che riunisca tutti gli attori principali in un cluster di ricerca e sviluppo industriale, in modo da aiutare e sostenere le iniziative imprenditoriali in questa area.

 

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Pisa come Cambridge

In risposta ad un articolo di Mario Lancisi sul Corriere Fiorentino sul declino di Pisa, alcuni miei colleghi hanno pubblicato una serie di interventi condivisibili sul futuro di Pisa. Mi sono sentita di aggiungere il mio contributo in qualità di deputata del territorio, perché ritengo importante in questa fase alimentare un dibattito sulla visione di Pisa.

Non so se sono riuscita a comunicare il mio pensiero, nato dalla conoscenza della città e dal desiderio di stimolare la partenza di due processi uno di cambiamento di cultura politica e il secondo di integrazione delle anime diverse che in città convivono.

L’articolo è riportato nella rassegna stampa del sistema universitario pisano di oggi.

Dalla rassegna stampa del 4 marzo

 

 

Cuba-Miami: A nuoto nei mari del Globo. Per un mondo senza barriere e senza frontiere.

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Oggi presso la sala stampa della Camera dei Deputati sarà presentata la tappa Cuba-Miami del progetto “A nuoto nei mari del Globo. Per un mondo senza barriere e senza frontiere”. Si tratta della traversata a nuoto che Salvatore Cimmino compirà nel corso della prossima estate. Salvatore è un amputato trans-femorale ‑dipendente di Selex-ES (società del gruppo di Finmeccanica)‑ che da dieci anni promuove con la sua avventura una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui diritti dei disabili e la necessità di azioni concrete per liberare il mondo dalle barriere architettoniche, attraverso riforme che permettano ai disabili di accedere alle migliori tecnologie possibili. (http://www.salvatorecimmino.it )

Nell’incontro di oggi, insieme con la mia collega l’On. Laura Coccia ed il mio collega prof. Eugenio Guglielmelli dell’Università Campus Biomedico di Roma vogliamo coinvolgere e organizzare i rappresentanti del mondo accademico, industriale, sportivo e politico per supportare Salvatore nella sua imminente sfida, e cogliere quest’occasione per un momento di riflessione sulle azioni da intraprendere intorno al tema “sviluppo ed adozione di nuove tecnologie per i disabili”.

E’ proprio da questo che voglio partire per condividere con voi due punti che mi stanno molto a cuore.

In primo luogo – e qui parlo da bioingegnere – questa sfida di lungo termine si può vincere solo investendo nella ricerca scientifica, puntando su coordinazione a livello internazionale e sfide avvincenti. Sono stati infatti da sempre questi i due ‘ingredienti’ fondamentali alla base dei miei sforzi di scienziata e ricercatrice. Con il mio gruppo di ricerca ci siamo occupati negli ultimi venti anni di tecnologie robotiche per i disabili cercando di spingerci sempre oltre le frontiere dello stato dell’arte e di farlo attraaverso partnership internazionali (letteralmente dal Giappone agli Stati Uniti, passando per la Cina e la Korea del Sud). Siamo partiti con le protesi di mano, poi abbiamo affrontato il tema della riabilitazione post-ICTUS robot assistita e negli ultimi anni abbiamo studiato e messo al punto nel progetto Europeo CYBERLEGs nuove protesi ed esoscheletri robotici per l’assistenza al cammino (http://www.cyberlegs.eu).

Fare dell’ottima ricerca è solo ovviamente il primo passo. Serve poi trasferire la conoscenza (le invenzioni, i prototipi, i brevetti, gli algoritmi, …), in prodotti accessibili dal più alto numero di potenziali utenti. Servono quindi delle azioni efficaci di trasferimento tecnologico. Qui credo che l’Italia possa e debba giocare un ruolo determinante nel panorama internazionale, per due ragioni: siamo leader nel settore delle nuove tecnologie per le disabilità (in particolare quelle motorie), e –soprattutto- abbiamo una delle migliori reti di centri clinici (penso per esempio a tutti i centri clinici promossi e gestiti da congregazioni ed associazioni cattoliche) dove giorno per giorno (letteralmente) ‘si combatte’ contro le disabilità. Questi centri sono (insieme alla ricerca) un importante valore in questo processo di trasferimento della tecnologia dai centri di ricerca al mercato: sono le fucine dove la tecnologia può essere ideata e validata (in modo sinergico con gli utenti finali e tutti gli attori del percorso riabilitativo, es.: fisioterapisti, medici fisiatri, psicologi). Il trasferimento della tecnologia e la creazione di nuovi prodotti sarà però possibile solo (e qui parlo da co-founder della spin-off IUVO Srl, http://www.iuvo.company) se l’accademia e (più in generale) i centri di ricerca sapranno attuare delle politiche mirate alla creazione di spin-off e alla loro alleanza strategica con gruppi industriali pronti ad investire propri capitali in attività imprenditoriali sì ad alto rischio, ma con un grande impatto socio-economico.

Salvatore che prova in Istituto di Biorobotica i nostri dispositivi

Salvatore che prova in Istituto di Biorobotica i nostri dispositivi

 

Secondo me la politica deve quindi intervenire per facilitare questi meccanismi e promuovere la realizzazione di un processo virtuoso, che possa quindi partire dai reali bisogni dei disabili, trasformandoli in opportunità di crescita, prima di tutto umana, poi scientifica, tecnologica e di progresso ed innovazione sociale.

Wearable Robotics and Social Innovation: opportunities and challenges

Venerdì 15 gennaio sarò in visita all’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, dove terrò anche un seminario sul tema della Robotica Indossabile, e sull’impatto sulla società della robotica. Quali sono le prospettive scientifiche e tecnologiche dei profondi mutamenti a cui andiamo incontro, legati alla combinazione della connessione veloce, il 5G, Internet Of Things, l’intelligenza artificiale e i Big Data e le potenzialità fisiche della robotica?

imageL’abstract del seminario è riportato nel seguito:

Research, science and social innovation are strictly interdependent, and in this framework, my vision for the future is that progress of humanity is the ultimate mission of science.
Today, it is universally accepted in science that challenges of the society will require a strong interdisciplinary effort for scientists: it is not possible to address global problems as clean energy production, urbanization, migration, antibiotics resistance or climate change without an holistic approach: social challenges requires comprehensive methods and knowledge, which must include human sciences, ethical issues and sustainability.
The integration of robotics with artificial intelligence, deep learning and high speed connection will revolutionize the society because devices will be connected to internet, and will become physically powerful, intelligent and adaptive. Large amount of data will be available with small latency and cloud robotics will share information, data, intelligence activities and brains. Robots were originally designed for manufacturing plants, and nowadays mass production is not possible without robots but now they are indispensable in special environments as space for exploration, oceans for underwater activities or hospitals in surgical rooms. In particular, as it was predicted in science fiction, now deep space exploration is based on robotics, and robots will be essential for space science progress.
The next step will be for Robots to enter in our everyday life: in the streets with self-driving cars, or ‘at our place’ in doing cleaning, entertainment or service activities. Therefore robotics is becoming ‘social’.
In order to achieve these goals, engineers must address several issues, related to human-robot interaction, to safety, to sentience and adaptability. The problem of safe, secure and effective interaction between human being and robot, cannot be faced without addressing legal and ethical issues.
The road map is already in place, with time and application those issues will be studied and investigated, and robots will share life and environments with humans, supporting their physical and cognitive activities.
Moreover, one of the most fascinating questions to answer in Robotics will be originated by the integration of robotics with bionics and prosthetics, when Robotics will enter into the human body with different levels of invasivity, to support human movements and physical interaction with the environment. Wearable robotics is expected to revolutionize the society in the next decade. What are the implications of this transformation of Robotics? Which areas of science will be involved in the evolution of robotics? What are the main milestones to be accomplished in the journey of robots from manufacturing plants, to Space, Health Care and ultimately into the Human Body

Mi piacerebbe far scaturire un dibattito su questi temi e far nascere una discussione in Italia.

 

 

Migrazione, clima, politica e difesa

 

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Raccolgo oggi le idee e le mie impressioni alla fine della conferenza in Lussemburgo, dove ho partecipato ad una conferenza con 28 delegazioni dei parlamentari dei diversi paesi, guidati dalla presidenza lussemburghese (Conferenza Inter-parlamentare europea sulla politica estera comune e sulla politica di sicurezza e difesa comune). Ho avuto  modo di vedere in diretta come sia difficile trovare un compromesso fra le posizioni di paesi con situazioni geografiche, politiche ed economiche così diverse. Sembra proprio una lezione di geopolitica in pratica, dove troviamo i paesi mediterranei molto fermi nel chiedere una revisione del processo di Dublino, quote di redistribuzione dei migranti fisse e definite, e una politica estera che accompagni la politica di accoglienza per affrontare il tema alla radice.

Sono intervenuta due volte nelle sessioni plenarie per enfatizzare la posizione della Commissione Esteri della Camera di cui faccio parte, ma soprattutto per sottolineare come il fenomeno della migrazione sia un tema che richiede un cambiamento culturale, in Italia e in Europa e credo che la risposta degli organismi europei debba essere anche accompagnata da un risposta culturale, che coinvolga il sistema di istruzione e il sistema culturale e della ricerca. Nel dibattito attuale sui fenomeni migratori vedo le università italiane ed europee come grandi assenti, e spero vivamente che il mondo intellettuale e della cultura riprendano il loro ruolo, esiste un Istituto Europeo a Fiesole a Firenze, credo che sia uno di quegli organismi da coinvolgere, e credo che le università debbano dare una risposta di elaborazione culturale, trovando un filo che riprenda le nostre radici e le sviluppi.

Ho anche chiesto quale sia la posizione della Commissione Europea riguardo al contributo dei paesi extraeuropei in materia di accoglienza. Alcuni paesi in America e in altri continenti si sono offerti di contribuire.

Sono intervenuta anche sul tema del cambiamento climatico, e il relativo impatto sui fenomeni migratori:  occorre un coinvolgimento del mondo della ricerca in maniera sistematica ed efficace, che possa offrire risposte più concrete. Per ora il cambiamento climatico viene trattato solo come un tema a cui si deve dare una risposta di emergenza, senza uno sguardo programmatico di lungo periodo.

I parlamentari tedeschi sono stati molto attivi per sostenere le posizioni più forti in tema di risposta di accoglienza e cambiamento culturale rispetto al fenomeno della migrazione. Io sono convinta che la risposta di Angela Merkel, del governo e del popolo tedesco abbia rappresentato un punto di svolta e di evoluzione molto importante. Penso che in questo si veda la differenza fra un leader politico e uno statista di livello internazionale, che anticipa i problemi internazionali e li sa affrontare indicando una strada innovativa, che si richiama ai nostri valori europei e alle nostre radici. Al contrario, nei paesi dell’est, ho visto una risposta che tende a frenare ogni presa di posizione forte sul tema dell’accoglienza, che va ad enfatizzare sempre il problema della Russia e della sua politica di aggressività. Questo si è visto bene nel documento conclusivo finale della conferenza, che è riportato al link qui sotto. Le conclusioni della conferenza si riassumono in indicazioni da parte dei parlamenti UE alla Vice Presidente Mogherini e alla Commissione, che indicano azioni in campo di politica estera comune europea, di lotta al cambiamento climatico e ai suoi effetti sulla migrazione e agricoltura, di politica comune di difesa.

Le conclusioni della Conferenza sono raccolte in questo documento:

Final Conclusions CFSP CSDP EN

Le conclusioni sono molto importanti, sono il risultato di una mediazione sui parlamentari di 28 paesi, e rappresentano il miglior compromesso, come sempre nelle negoziazione parlamentari sui vari temi. Tenendo conto delle profonde distanze fra le posizioni dei paesi baltici, dei paesi dell’est europeo e di quelli mediterranei, le conclusioni sono molto sfumate, e non contengono parole forti.

Sono parole molto più forti quelle del Presidente Junker, il cui discorso è riportato al link qui sotto:

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Al lavoro fra Pontedera, Pisa, Lussemburgo…

Diario di inizio settembre

Oggi tutto inizia con una poesia di Victor Hugo che si intitola ‘Claire de Lune’ e che io ho studiato al liceo.

(Per trovare il testo della poesia in francese)

Sono ritornata dalla pausa estiva già da un paio di settimane, e mi sono presa questo tempo per riflettere in vista della partenza del prossimo anno. Essendo ricercatrice e professoressa, per me l’anno comincia da settembre e non da gennaio, e in questo non credo che riuscirò mai a cambiare. Inoltre in settembre c’è il mio compleanno, che quest’anno è ‘pesante’ e quindi rappresenta un momento di bilancio e nello stesso di partenza.

Mi trovo di nuovo alla Scuola Sant’Anna, sono nel mio ufficio di Pisa, e ho passato i primi giorni della settimana nel mio ufficio di Pontedera, ho partecipato a riunioni, con la faculty, e con i colleghi, che sono tipiche dei nuovi inizi, come quelli di anno accademico.

SCULA SUPERIORE DI STUDI SANTA ANNA PISAPHOTO © 2011 - FABIO MUZZI

Riprendo in mano la mia attività di ricercatrice, ho discusso con una dottoranda sul suo progetto di ricerca, e mi sono interessata alle sue idee e al suo progetto. Si tratta di un dispositivo che può essere usato da persone cieche o sorde, oppure da sordo ciechi per vivere meglio e poter comunicare, scambiare informazioni.

Nel frattempo mi preparo alla mia missione in Lussemburgo, ho letto molto sulla questione dei migranti, e sulla tragedia di tutte le persone disperse in mare, o bloccate nelle stazioni, della loro povertà e disperazione. Sembra di veder rievocato uno spettro del passato, i treni, i tatuaggi, le persone costrette a scappare a bordo dei treni. Anche i morti in mare fra Grecia e Turchia, e le persone gettate dalle navi, mi ricorda quanto ho letto quando studiavo letteratura francese, al liceo, ed ascoltavo delle guerre fra Grecia e Turchia…

La conferenza a cui partecipo, è organizzata nell’ambito del semestre europeo del Lussemburgo, ed ha un nome che è tutto un programma:

INTER-PARLIAMENTARY CONFERENCE FOR THE CFSP AND THE CSDP

(Conferenza Inter-parlamentare europea sulla politica estera comune e sulla politica di sicurezza e difesa comune)

Già dal nome non si capisce di cosa si tratta (CFSP, e CSDP)… occorre tradurre.

Mi pare di partire per una conferenza molto importante, ma sulla quale potrò incidere, come singola deputata, molto poco. Tutte le delegazioni di tutti i parlamenti europei insieme, con i Commissari competenti su Politica Estera, e Difesa, Sicurezza. Ci sarà quindi Federica Mogherini. Si parlerà dal cambiamento climatico, ai ‘flussi di migranti’, un eufemismo per descrivere cosa sta accadendo in Europa.  Scriverò da Lussemburgo, perché in questa fase ritengo importante  tenere aggiornate su come si muovono le istituzioni nazionali ed europee le persone interessate,  in modo da far capire cosa avviene in Europa.

E così parte il mio anno, tra l’immagine di un bambino riverso sulla spiaggia, che fa discutere sulla mia pagina Facebook, il mio lavoro di docente che non cessa mai, e il mio impegno di deputato per cercare di smuovere l’Europa nella direzione giusta. Il tutto è accompagnato dalla poesia di Victor Hugo, che da appassionata della letteratura, mi risuona in francese con la voce della mia prof di liceo, ferma e triste.

Traduzione italiana della poesia di Victor Hugo:

Chiaro di Luna

La luna è serena e gioca sui flutti.

Alla finestra libera e aperta alla brezza,

la sultana osserva, il mare si frange laggiù

e con fili d’argento ricama gli scogli.

La chitarra vibrando le scivola di mano,

lei ascolta…l’eco sorda di un opaco rumore.

Un pesante vascello turco dalle spiagge di Cos

forse approda ai lidi greci, coi suoi tartari remi?

O sono i cormorani coi loro alterni tuffi

e le ali su cui l’acqua in perle scivola?

E’ la sottile voce di un genio che soffia di lassù

e dalla torre nel mare le pietre fa cadere?

Chi vicino al serraglio osa turbare l’acqua?

Non è il cormorano nero cullato dall’onda,

non sono pietre delle mura, né il suono cadenzato

del vascello che avanza sull’acqua con i remi.

Da sacchi pesanti giunge il singhiozzo.

Si muovono nel mare che li sospinge

come inquieti fianchi di forma umana.

La luna è serena e gioca sui flutti.

di

Victor Hugo

 

Riflessioni sulle politiche dell’innovazione in Italia @ Technology FORUM Ambrosetti

In questo ecosistema di soggetti che a vario titolo in Italia si occupano di innovazione e ricerca, c’è la possibilità di riprendere in mano la bacchetta e far suonare una musica armonica e bella da ascoltare ai musicisti sparsi per l’Italia ?

Quali sono le priorità per l’Italia per riuscire a far ripartire il sistema della ricerca e dell’innovazione? 

Venerdì prossimo 22 maggio parteciperò al Technology Forum organizzato da Ambrosetti a Milano (per maggiori informazioni visitare il  sito: http://www.technologyforum.eu/en/evento/2015.htm)

La sessione che devo presiedere riguarda proprio la ricerca e l’innovazione e il loro stimolo per la crescita dell’economia. Se non ricostruiamo l’ecosistema dell’innovazione in Italia, sicuramente l’economia non ripartirà.

Gli speaker che sono stati invitati sono responsabili di politiche per l’innovazione e propongono varie forme di azioni di stato, di regia e di organizzazione per favorire la crescita dell’ecosistema e il suo sviluppo.

Mi domando, ancora una volta, come queste politiche possano essere attuate in Italia, se in Italia ci potrà essere una risposta all’anarchia auto-organizzata, alla burocrazia imperante, e alla mancanza di risorse stabili, per poter rilanciare di nuovo la speranza nella ricerca.

Il rapporto fra ricerca e politica e fra scienza, tecnologia e politica in Italia sembra un problema irrisolto.

Noi ricercatori abbiamo bisogno di speranza, e di forza. Io ne ho ricevuto molta quando sono stata a Belgrado con gli imprenditori italiani nel settore della meccatronica, che operano in Serbia e in altri paesi, lavorando alle macchine per automazione. Ho ricevuto da loro lo stimolo per continuare la  mia attività di innovazione, e la mia opera di sensibilizzazione della politica.

Vogliamo restare un paese manifatturiero, che esporta tecnologia? Dobbiamo cambiare la nostra cultura, la nostra educazione e formazione, la nostra scuola e il nostro sistema universitario. 

Accetto idee e proposte. Che cosa cambiereste?

C’è ancora un margine di manovra per implementare la politica dell’innovazione in Italia, fra enti di ricerca, sistemi di trasferimento tecnologico, parchi scientifici e associazioni di imprese, chi può prendere la bacchetta (magica) e guidare l’orchestra verso obiettivi comuni?